Ricercare la solitudine

Viaggiare in gruppo è spesso il modo migliore per assaporare a pieno una destinazione, sia nuova che un luogo a noi famigliare. Il confronto e la possibilità di condividere la propria esperienza con persone simili a noi, con le nostre stesse passioni ci fa vivere in modo molto più intenso il viaggio rispetto a muoversi in completa autonomia. All’interno dell’esperienza di gruppo però ritengo altrettanto importante ritagliarsi del tempo per sé stessi.

In questo breve articolo, facendo un parallelo con le mie esperienze di viaggio, vi racconterò come stare da soli aiuti a migliorare la consapevolezza di quello che ci circonda e come da questo si possano ottenere foto migliori.

 

 

Viaggiare in gruppo è a mio avviso uno dei modi più confortevoli e divertenti di esplorare una destinazione, aiutandoci ad affrontare meglio alcune nostre paure e potendo sempre contare su qualcuno nel momento del bisogno. La possibilità di confrontarsi, fare nuove amicizie e condividere quello che si sperimenta durante il viaggio ti permette di aprire nuovi orizzonti ed esplorare nuovi punti di vista che viaggiando da solo molte volte non si riescono a cogliere.

All’interno del viaggio il gruppo è quindi un modo per vivere in modo molto più intenso l’esperienza da viaggiatore, allontanandosi dalla routine tipica dei turisti e facendo esperienze uniche ed esclusive che molte volte da soli si ha difficoltà a trovare.

Durante il viaggio però per riuscire a ricavare il massimo da ciò che si va a vedere penso che sia altrettanto importante ritagliarsi degli spazzi in cui “allontanarsi” dagli altri per riuscire ad immergersi a pieno nell’atmosfera che ci circonda e focalizzare maggiormente l’attenzione su quello che vediamo senza distrazioni.

Da amante della montagna, molto sovente durante le gite lungo i sentieri cammino in silenzio, anche se in compagnia, cercando di immergermi nel paesaggio circostante. Così il fruscio del vento, lo scorrere dell’acqua, il rumore di una pietra che rotola lontana…tutti questi piccoli rumori, sensazioni ed emozioni mi liberano la mente e mi permettono di vedere quello che mi circonda.

Detto questo nelle pause ovviamente non sono un monaco di clausura, fermarsi per far due parole con il gruppo rende l’esperienza più completa e divertente.

In montagna trovo che tutto questo sia quasi spontaneo e che la necessità di silenzio mentre si cammini sia qualcosa di naturale.

La difficoltà per me è stata adottare lo stesso approccio anche in città.

Passeggiando tra le vie affollate di un mercato o visitando luoghi famosi immerso nel fiume di gente che mi circonda riuscire a trovare la giusta concentrazione è molto più difficile. In gruppo poi la tentazione e sempre quella di condividere costantemente quello che notiamo per farlo vedere a tutti e vivere assieme le stesse emozioni.

Vedendo dopo alcune esperienze di questo tipo il numero di fotografie “buone” era sceso drasticamente rispetto a quando viaggiavo da solo ho capito che la vera forza del gruppo è questa: vivere e condividere emozioni diverse nello stesso luogo.

Mi spiego meglio: viaggiando in gruppo si segue per forza un itinerario comune e si visitano gli stessi luoghi ma allo stesso tempo ci sono molti spazzi liberi in cui muoversi liberamente lungo la giornata. Ecco, questi sono gli spazzi che fanno la differenza e rendono unica l’esperienza assieme. In questi momenti liberi muovetevi da soli, isolatevi, concentratevi solo su quello che vi circonda, trovate qualcosa di unico che gli altri non riusciranno a trovare. Facendo così nei momenti di condivisione non sarà soltanto rivedere quello che abbiamo visto tutti ma condividere quello che ognuno ha scoperto, dando nuovi spunti e creando sinergie per migliorare la propria creatività per il giorno seguente.

Facendo così avremmo accesso a molti punti di vista e molte sfaccettature diverse, tante quante sono i nostri compagni di viaggio. 

Il mio consiglio quindi è: viaggia in compagnia, condividi la tua esperienza e vivi momenti unici da restituire ai viaggiatori che affrontano quest’avventura con te.


Daniele Baravalle

Ti potrebbe anche piacere

Viaggiatori e Turisti

Da quando esistono i viaggi, intesi come lo spostamento da un luogo ad un altro, cioè da sempre, esiste la discussione tra vero viaggiatore o semplice turista.

Bimbi viaggiatori

Mentre scrivo queste righe ci accingiamo a vivere e soprattutto a scoprire, come sarà il mondo, la vita di tutti i giorni e i viaggi nella realtà post Covid-19. E mentre il mondo dei viaggi e del...

Questione di attrezzatura

Quante volte vi è capitato di chiedervi se l’attrezzatura fotografica che possedete sia adeguata a realizzare i vostri scatti?