Bimbi viaggiatori

Mentre scrivo queste righe ci accingiamo a vivere e soprattutto a scoprire, come sarà il mondo, la vita di tutti i giorni e i viaggi nella realtà post Covid-19.
E mentre il mondo dei viaggi e del turismo attende di capire in quale direzione e in che modo sarà possibile tornare a viaggiare, non posso che rendermi conto di quanto anche questo aspetto impatterà su una categoria che già ha inevitabilmente patito questi ultimi tre mesi, ovvero i bambini.

Ma facciamo un passo indietro.

Viaggiare con i bambini è possibile? Quali tipi di viaggi possono essere "affrontati"? Quali possono essere gli itinerari e le mete che coniugano un viaggio appagante per gli adulti e allo stesso tempo divertente per i bambini?

Io sono un papà, ho un bimbo di sette e uno di cinque anni e penso che la risposta alla prima, fondamentale domanda sia assolutamente SI,  a patto di seguire alcune semplici regole di buon senso, di avere la volontà di mettersi in gioco e soprattutto di mettere i bambini al centro di un progetto di viaggio, dando così anche a loro la possibilità di sentirsi parte attiva di una avventura che diventerà una pagina della loro vita da viaggiatori.

Io e mia moglie abbiamo sempre cercato di stimolare la curiosità e la scoperta del viaggio nei nostri figli, e questo ci ha permesso di vivere viaggi "kids friendly" comunque entusiasmanti (un esempio su tutti una Torino - Camargue - Carcassonne on the road), visitare città in Italia e all'estero, arrivare anche a fare viaggi intercontinentali. E tutto questo mantenendo inalterato il nostro spirito di viaggio e di intraprendenza.

E' ovvio che questo deve presupporre la consapevolezza di quale tipologia di viaggio ci aspetta, ma è altresì vero che un viaggio fatto a misura di bambino non deve necessariamente essere limitato o limitante, a patto che, come dicevo, si metta anche e soprattutto il bambino e le sue (inevitabili) esigenze al centro di esso. Cercare attività ed esperienze divertenti durante la pianificazione del nostro itinerario è un ottimo punto di partenza (che tra l'altro ci aiuta anche a scoprire nuovi percorsi e destinazioni alternative), ma anche lasciare che i bambini stessi si possano approcciare alle culture, alle abitudini e alla vita del luogo che stiamo visitando, è una cosa che anche per loro può rivelarsi appagante ed estremamente divertente.

Un esempio? Durante la nostra permanenza a Kyoto l'anno scorso, i miei bimbi andavano a comprare ogni mattina il pane e i dolcini con i loro yen dalla signora che aveva un piccolo banchetto proprio di fronte al nostro appartamento.

Sono piccoli gesti di una quotidianità lontana dalla nostra cultura che non possono che accrescere il loro bagaglio, come imparare a prendere un aereo, divertirsi guardando una mappa, salutare in una lingua straniera, rispettare usi, tradizioni e abitudini differenti dalle loro. Essere parte di un viaggio di questo tipo da bambini permetterà loro di diventare viaggiatori curiosi, consapevoli e cosmopoliti domani.
Ecco perchè credo fermamente che il punto di partenza di una famiglia di viaggiatori non sia l'adulto (che già viaggiatore lo è o lo è stato), ma proprio il bambino.

Inevitabilmente a qualcosa dovremo rinunciare, rispetto a un viaggio di soli adulti: forse dovremo limitare il numero di chilometri a piedi giornalieri, o propendere per scelte diurne rispetto ad alcune uscite serale o notturne. Probabilmente alcune attività o escursioni ci saranno precluse. Ma a questo aggiungo anche che molti stati europei e non solo hanno comunque e sempre un occhio di riguardo verso i bambini e le famiglie, e che, a partire da aeroporti e dai mezzi di trasporto fino ad arrivare a ristoranti e alle strutture di pernottamento, anche senza essere in resort o grand hotel, spesso hanno grande ospitalità per i bambini e le famiglie.

Tutto questo fino ad oggi. Cosa succederà adesso, in che modo i nostri bambini potranno di nuovo sentirsi viaggiatori, sarà una cosa che spero di scoprire presto. Certo i segnali sono contrastanti e in alcuni casi non incoraggianti, basta curiosare sul web per rendersi conto che la questione dei distanziamenti e le chiusure (o le difficili regolamentazioni) di attività e divertimenti sono un problema per gli adulti, figuriamoci se applicate ai bambini. In quale modo sarà garantita la loro sicurezza, dove e soprattutto in che modo e quando sarà permesso loro di viaggiare. Spero che almeno in questa nuova fase, in cui tutto deve essere per molti versi aggiornato se non addirittura reinventato, i bambini (e conseguentemente le famiglie) non siano dimenticati.

Questo primo post vuole essere una piccola introduzione a un discorso più ampio che vi voglio proporre, dove vi aggiornerò su curiosità, itinerari, attività vicine e lontane per i bambini e le famiglie, e ovviamente sulle novità attinenti alla sicurezza e alle normative, per permettere ai nostri bambini di diventare (e continuare ad essere) dei bimbi viaggiatori!

Andrea Salato

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